Dal 27 al 30 ottobre si è svolta online la ROCK Open Knowledge Week, conferenza finale di ROCK, un progetto H2020 iniziato nel 2017, che in questi anni ha visto la città di Bologna protagonista, insieme a Lisbona e Skopje, ma anche Torino, Liverpool, Lyon, Cluj, Einhoven, Atene e Vilnius, di progettualità e realizzazioni nell’ambito della valorizzazione del patrimonio cittadino: cultura, spazi, persone…
ROCK è infatti un acronimo che sta per “Regeneration and Optimisation of Cultural heritage in creative and Knowledge cities” e il sito per tutte le informazioni, video e contenuti nel dettaglio è questo: www.rockproject.eu
Perché ne parlo? Innanzitutto perché Nowhere è partner di progetto, e per una realtà come la nostra non è stato banale confrontarsi con partner internazionali e di livello istituzionale, condividendone visione, obiettivi, azioni, tempi. Come dire, è stato ed è tutt’ora un’attività sfidante e coinvolgente.
Abbiamo collaborato nei task digitali e di disseminazione, abbiamo realizzato e gestito i siti di progetto e soprattutto un’Area Riservata molto articolata e utilizzata (il back-office è la parte meno visibile dei siti complessi, e per questo trascurata da più punti di vista… ne riparleremo).

PERCHÉ “WE ROCKed” ?

Ritorniamo alla Conferenza… Non potendo vederci di persona, è stata organizzata online da ICLEI (il partner di progetto responsabile della comunicazione) con la collaborazione di tutti i partner e di tutte le città coinvolte nel progetto ROCK.

E contrariamente a quanto mi immaginavo, è stata un’esperienza piacevole e interessante! Esperienze passate ma anche per un certo livello di scetticismo di base sugli eventi online mi facevano temere il peggio. Mi immaginavo la tristezza di seguire tavole rotonde e seminari video, con il ricordo ancora fresco dell’assemblea ROCK fatta a Skopje (Macedonia del Nord), di cui conservo un ricordo speciale fatto di riunioni, scambi, cibo, bazaar, progetti, spazi cittadini, persone e cultura.
Non è stato uguale, ma mi è piaciuto. Mi sono chiesta perché, e queste sono alcune risposte che mi sono data, grazie anche ai commenti dei miei colleghi a Nowhere (Andrea, Francesca, Kevin, Leonardo) che ci sono entrati per seguirla o anche solo per dare un’occhiata curiosa.

  • La piattaforma per la conferenza è stata adeguata nella grafica ai colori del sito, creando un legame al sito stesso (da cui ci si iscriveva) e una continuità visiva molto piacevole.
  • Il video di “Benvenuto” con una simulazione della registrazione al desk (con tanto di badge virtuale) è stato tutt’altro che noioso e banale, ha avuto il ruolo fondamentale di rassicurare chi entra di essere nel posto giusto, e non è poco.

Questi due elementi sono stati rassicuranti e hanno placato la parte di me che tende a entrare, guardarmi intorno e fuggire in tempi record dai convegni in presenza, figuriamoci da quelli virtuali.

  • Una volta entrati ci si trovava in un “cruscotto” per l’accesso rapido a tutto: sessioni online, area espositiva, relatori, programma… e una chat per richieste tecniche e veloci scambi di carattere generale
  • In alto a sinistra, un’altra conferma: il video del progetto. Un bel video, emozionale (ok, l’abbiamo fatto noi 😊) impaginato con buone dimensioni per una visione ottimale.
  • Ben chiaro il numero dei partecipanti già online: 114

Bene, ora mi sento anche un po’ emozionata, e vado a cercare le persone che conosco per vedere se sono entrate. Posso mettere a calendario le sessioni che mi interessano. Non parlo facilmente nelle chat ma vedo una tipa dal Portogallo che saluta e lo faccio anche io. “Hi, you all”. Non c’è voluto molto, dai.
Mi sento parte di qualcosa e vado subito a personalizzare la mia Timezone (ci sono persone da tutto il mondo).
Posso concludere velocemente questa analisi, dicendo che le sessioni sono state interessanti e partecipate, con relatori dall’aria serena e collaborativa e moderatori davvero in gamba. Ma penso che quello che ha giocato il ruolo fondamentale siano stati i punti sopra indicati, perché hanno fatto sì che io entrassi nella conferenza e soprattutto che avessi voglia di rimanerci. Mi hanno fatta sentire al sicuro, a mio agio e in un ambiente vitale e pieno di aspettative. Grazie, davvero, non capita spesso.
In definitiva, ho curiosato dappertutto, e seguito parecchi seminari. Mi sono persa l’occasione di fare “speed dates”, ma li ho evitati perché “non ero sul pezzo” come dicono a Bologna, e non volevo fare perdere tempo a chi magari aveva qualcosa da dire.

Ho fatto anche Graphic Recording con Scribing.it, ma quella è un’altra storia.
Finita la conferenza, arriva una mail dagli organizzatori, che sintetizzo così:

WE ROCKed!
Some numbers:
• 15 Hours live broadcasting over 4 days
• 57 Speakers
• 34 Exhibitors
• 794 Registrations
• 458 Active participants
• 11342 Total pages opened
• 01:00 – 02:49 Hours average time spend on platform / day
• 106 Random speed dates
• 171 One-on-one conversations
Virtual conferences will never be the same as physical conferences, but they can still be meaningful and fun.

And they help our planet recover!
169.268,89 kg CO2 has been saved with this event! That’s equivalent to 208.97 trees.

Fa piacere leggere che i feedback sono stati positivi, che si sono creati nuovi network e che, anche se il digitale consuma un bel po’ di energia e di suo non è la soluzione a tutto, abbiamo dato anche una mano al pianeta evitando spostamenti non necessari.
Alla prossima!
Keep ROCKing…

Nowhereweb staff: Giulia Sabbadini

Giulia Sabbadini

Socio fondatore di Nowhere. Dopo una lunga esperienza in progetti multimediali ha scoperto il Graphic Recording e la Facilitazione Visuale. Oggi, come facilitatrice esperta, utilizza il disegno e linguaggio visuale per accompagnare persone e gruppi in percorsi formativi di co-creazione, e in processi di cambiamento.

Articoli correlati